Monteverdi Festival 2018

né dolcezza di figlio, né la pieta
del vecchio padre, né ‘l debito amore
o qual dovea Penelope far lieta,
vincer potero dentro a me l’ardore
ch’i’ ebbi a divenire del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore.


Dante, Inferno XXVI

 

Un anno dopo… Un anno dopo le celebrazioni monteverdiane, che hanno coinvolto le diverse forze cittadine e risvegliato l’orgoglio cremonese ma anche la curiosità e l’interesse di un ampio pubblico, si riparte per una nuova edizione del Monteverdi Festival, sempre più intrigante e ricco di nuove proposte.
Orfeo il bardo, semidio asceso al cielo con suo padre Apollo, cede il passo ad un uomo. Un uomo che nell’opera di Monteverdi torna a casa, dopo mille peripezie, per ritrovare la fedele e paziente Penelope e suo figlio Telemaco. Ma prima… prima Ulisse è un uomo diventato eroe, mito di ieri e di oggi. Ulisse incarna l’idea stessa di conoscenza, la sete di sapere ma anche la precarietà dell’esistenza umana che nulla può contro il volere degli dei e le forze della natura. Ulissa lotta tra astuzia e rimorso, armonia e caos, luce e tenebre, donna e sirena, tra noto ed ignoto… e noi – Ulissi moderni – lottiamo con lui. Questo il tema del Festival 2018: curiosi ed assetati di conoscere, scopriremo nuovi ensemble, nuovi repertori, nuovi luoghi… Ci affideremo ai nostri eroi reali ed imma¬ginari, a storie antiche e alla grande musica senza tempo.
Numerosi gli eroi della musica antica che incanteranno il Festival: virtuosi che con il loro strumento, la loro voce, le loro gesta ci ispirano e ci guidano, a partire dalle fulgide eroine barocche Vivica Genaux e Sonia Prina, che nei panni di Gloria e Imeneo inaugureranno l’edizione 2018, accompagnate dalla spumeggiante Europa Galante di Fabio Biondi (5 maggio). Ascolteremo le gesta di Pace, Pittura e Musica e le disavventure di Euridice e Didone, incarnate da Francesca Aspromonte e dal Pomo d’Oro diretto da Enrico Onofri (6 maggio); seguiremo le peripezie tenorili di Ian Bostridge, a caccia di opere napoletane insieme alla Cappella Neapolitana di Antonio Florio (26 maggio), o le furenti battaglie di Gemma Bertagnolli alle prese con arie e cantate di Händel, Pergolesi e Vivaldi (25 maggio). E Vivaldi, Albinoni, Marcello sono gli eroi-mito, tutti veneziani, omaggiati dal magnetico Ottavio Dantone, che ricostruisce di suo pugno un concerto anonimo (19 maggio).
Il primo ed unico eroe senza tempo, nostro nume tutelare, è il «divino Claudio Monteverde», le cui composizioni costellano i concerti del Festival, a partire dal consueto appuntamento con il Vespro della Beata Vergine, quest’anno affidato all’Arpeggiata di Christina Pluhar, che torna a Cremona, dopo alcuni anni di assenza, per una interpretazione cesellata e al contempo vitale (12 maggio). Da Monteverdi a Caccini e Rossi il passo è breve, tutti profondi innovatori, pionieri di un’epoca di grandi rivoluzioni (non solo musicali) quale fu il Seicento. Alle nuove musiche di Giulio Caccini, di cui si celebrano i 400 anni della morte, e alla sua epoca, è dedicato un originalissimo concerto tutto in ‘punta di dita’, pizzicato dal Quartetto di Liuti da Milano (20 maggio). Di Salomone Rossi Hebreo, invece, esploreremo la doppia anima di compositore madrigalesco alla corte dei Gonzaga e musicista liturgico per la Sinagoga: un viaggio tra sacro e profano attraversato dai Profeti della Quinta con alcune intriganti incursioni contemporanee (Across, 13 maggio).
Durante le domeniche di maggio, chiese, cortili e palazzi saranno animati dai giovani ensemble, selezionati con il Centre culturel de rencontre/Festival d’Ambronay (EEEmerging Project) e il Concorso internazionale Musica Antiqua/MA Festival Bruges, con cui prosegue la felice collaborazione. Esploreremo gli Orizzonti della musica antica, per applaudire gli eroi di domani: il Concerto di Margherita, in un singolare concerto ‘autoaccompagnato’, dedicato ad Alfonso II d’Este (20 maggio) ed il virtuoso del violino Evgeny Sviridov, che navigherà le musiche tempestose di Geminiani, Locatelli e Veracini (27 maggio).

Giovani e intraprendenti i protagonisti di alcuni inediti appuntamenti all’insegna della collaborazione tra teatro e istituzioni formative del territorio, certi che il mestiere del fare teatro si impara con la pratica. La nuova rassegna Young Barocco vedrà salire sul palcoscenico (e scendere in buca) i futuri professionisti del mondo musicale (8, 10 e 18 maggio, 21 e 22 giugno). Giovani artisti di domani.

L’anniversario dei 500 anni della morte di Loyset Compère, uno dei più importanti compositori franco-fiamminghi, insieme a Josquin, Ockeghem, e Dufay, è l’occasione per un ammaliante viaggio a ritroso nel Quattro e Cinquecento, che il rinomato Orlando Consort intraprende nelle pieghe di un sublime ed intricato contrappunto (11 maggio). Ed agli uomini del Rinascimento, uomini armati, antichi eroi, principi e maestri, gli affezionati Tallis Scholars rendono un omaggio mozzafiato, quale preziosa conclusione del Festival (31 maggio).

Durante il Festival, le Monteverdi OFFicine accendono nuovamente la propria insegna, organizzando un aperitivo con l’opera e percorsi gastronomici in collaborazione con la Strada del Gusto Cremonese.

Ma sarete voi gli autentici Ulisse del Festival, eroi in viaggio sulla sempre attesa crociera musicale, sulle orme di Monteverdi: un weekend conviviale, per ammirare musica e paesaggio, sulle acque del Po, consolidando il trait d’union tra le tre città monteverdiane − Cremona, Mantova e Venezia. Concerti in battello, ma anche nelle città in cui si approda, per rivivere il viaggio che Monteverdi compì tante volte (1-2 giugno).

Buon viaggio a tutti gli Ulisse
del Monteverdi Festival!

Copyright  2018 © Monteverdi Festival